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un diario di comunità

Un ministro di colore!

Mi è difficile commentare questa lettera http://senzapelisullalingua.info/lettera-aperta-alla-signora-kyenge  che, so benissimo, esprime il sentimento di moltissimi italiani ed in qualche parte anche il mio. Ma per onestà culturale ho deciso di soffermarmi a riflettere. Per me e per coloro che preferiscono non riflettere.  Che un’immigrazione incontrollata abbia generato problemi di criminalità e di degrado è un fatto incontestabile ma ritengo, per quella che è stata la mia esperienza personale, di non poter fare di tutta l’erba un fascio. Così come non accetto che su certa stampa straniera tutti gli italiani siano considerati mafiosi non accetto di giudicare un uomo per la sua etnia, religione o ceto sociale, voglio giudicarlo per quello che è e per quello che fa. Può la Signora Kyenge rappresentarmi? Forse meglio di tanti politicanti nostrani che predicano bene e razzolano male rubando a destra e a manca magari per permettersi lussiosi appartamenti o barche da oltre 20 metri. Lei fino ad ora e fino a prova contraria, non ha ancora rubato. Ma a proposito della rappresentanza di uno straniero non posso dimenticare che i nostri nonni che emigravano negli Stati Uniti quando giungevano ad Ellis Island venivano disinfettati con il DDT ed erano accettati solo perchè erano mano d’opera a buon prezzo. Eppure molti di loro ed i loro figli si sono fatti onore e sono diventati cittadini americani a pieno diritto e sono diventati persone importanti. Mario Cuono, Joe di Maggio, Francis Ford Coppola, Fiorello la Guardia e chi più ne ha più ne metta. Ma tutta questa tiritera non servirebbe a nulla se non mi farmassi anche ad analizzare il problema. Le leggi sull’immigrazione le abbiamo fatte noi, non loro. Chi non le fa rispettare siamo noi che notoriamente siamo bravini a puntare il dito quando si tratta di altri ma per i nostri comportamenti scorretti siamo pronti a trovare mille giustificazioni. Rivendichiamo le nostre radici giudaico-cristiane e poi siamo antisemiti, bestemmiamo come scaricatori di porto, facciamo le corna alla moglie pensando di essere dei macho e se possiamo lo mettiamo, in senso metaforico, nel culo a qualcuno. Allora, invece di prendercela con quei disgraziati che vengono qui perchè pensano di trovare una vita migliore o perchè pensano che tanto in Italia chi delinque, italiano o straniero che sia, la fa sempre franca prendiamocela con i nostri signori politiche che non sono in grado di disegnare un “O” con il bicchiere. Non sono in grado di stabilire se e quanta forza lavoro di immigrazione ci serve, non sono capaci di regolarne i flussi o, peggio, sono collusi con quegli italiani cui fa comodo avere mano d’opera a 8 € per un giorno di lavoro nei campi. Soprattutto non sono in grado di far rispettare le leggi e di garantire una pena adeguata a chi delinque e dignità di uomo a chi è onesto.

6 risposte a “Un ministro di colore!

  1. ceglieterrestre maggio 7, 2013 alle 3:20 PM

    Ciao Giorgio, un post interessante. Purtroppo la realtà che stiamo vivendo è pessima. La colpa è un po di tutti quanti. Pemmè da vecchiarella, me sa che ce so troppi gallinacci a cantà e nun se fà mai giorno.

  2. Rosaria maggio 7, 2013 alle 4:06 PM

    Ciao Giorgio ahimè il problema non è più razziale sebbene il problema continui ad esistere Ogni motivazione anche la più stupida da una semplice parola ad un gesto in qualsiasi contesto serve per mascherare e giustificare violenza di qualsiasi forma e natura 😦 Realmente è difficile poter comunicare anche nel quotidiano non sai poi di fronte chi ti ritrovi e nel caso degli immigrati sono vittime già nelle loro nazioni ma adesso lo stiamo diventando anche noi spesso però il debole in Italia si sente forte nei confronti dell’altro senza comprendere che navigano nello stesso mare E’ tuttavia in NEGATIVO una difesa dei propri diritti di nazionalità ma in negativo ciao

  3. vincenza63 maggio 8, 2013 alle 6:56 PM

    Giorgio, condivido assolutamente. Grazie per la riflessione.

  4. Walter maggio 8, 2013 alle 8:49 PM

    Mah, la lettera è garbata, tuttavia ci si domanda cosa ne pensano nella Repubblica del Sudafrica delle ragioni della signora Lorella.

  5. sysjena maggio 10, 2013 alle 7:59 am

    ..l’ho trovata terribilmente sciovinista la lettera, e pregna di una violenza implicita. Io ho le mie idee, senz’altro utopistiche. Trovo i confini una aberrazione, un sopruso di uomini sulla terra, annessioni sempre effettuate con l’uso della violenza. Sono per la libera circolazione degli uomini ovunque. Probabilmente anche io sono italiano da infinite generazioni, ma non m’importa. Rivendico solo le meraviglie che caratterizzano l’italia in cui abito, intesa come zona geografica e non come zona politica. Il problema è che se ci sentissimo tutti ospiti, come effettivamente siamo della terra, e non padroni, molte cose andrebbero meglio. Perchè gli ospiti solitamente hanno più rispetto….e questo dovrebbe fare meditare….

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