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un diario di comunità

14 febbraio

Il 14 febbraio di 10 anni fa, in uno squallido residence di Rimini,
veniva trovato il corpo di Marco Pantani, l’ultimo Campionissimo.
I suoi genitori, fecero analizzare il suo midollo osseo, per
verificare la presenza o meno di sostanze dopanti…. il risultato
fu che non erano presenti.

“Aspetto con tanta verità sono stato umiliato per nulla e per 4 anni
sono in tutti i tribunali, ho solo perso la mia voglia di essere come
tanti altri sportivi ma il ciclismo ha pagato e molti ragazzi hanno
perso la speranza della giustizia e io mi sto ferendo con la
deposizione di una verità sul mio documento perché il mondo si
renda conto che se tutti i miei colleghi hanno subito umiliazioni in
camera, con telecamere nascoste per cercare di rovinare molti
rapporti fra famiglie. E dopo come fai a non farti male.
Io non so come ma mi fermo, in casi di sfogo, come questi, mi
piacerebbe che io so di avere sbagliato con droghe ma solo
quando la mia vita sportiva soprattutto privata è stata violata ho
perso molto e sono in questo paese con la voglia di dire che hasta
la vittoria è un grande scopo per uno sportivo ma il più difficile
è di avere dato il cuore per uno sport con incidenti e infortuni e
sempre sono ripartito, ma cosa resta se tanta tristezza e rabbia
per le violenze che la giustizia a te ti è caduta in credere, ma la
mia storia spero che sia di esempio per gli altri sport che le
regole si devono avere ma uguali non esiste lavoro che per
esercitare si deve dare il sangue e controlli di notte a famiglie
di atleti io non mi sono sentito più sereno di non essere
controllato in casa in albergo da telecamere e sono finito per
farmi del male per non rinunciare a la intimità che la mia donna
gli altri colleghi hanno perso, e molte storie di famiglie violentate
ma andate a vedere cosa è un ciclista e quanti uomini vanno in
mezzo a la torrida tristezza per cercare di ritornare con i miei
sogni di uomo che si infrangono con droghe ma dopo la mia vita
di sportivo e se un po di umanità farà capire e chiedere cosa ti fa
sperare che con uno sbaglio vero, si capisce e si batte per chi ti
sta dando il cuore questo documento è verità e la mia speranza è
che un uomo vero o donna legga e si ponga in difesa di chi come
si deve dire al mondo regole per sportivi, uguali e non falso mi
sento ferito e tutti i ragazzi che mi credevano devono parlare.
(Parole scritte da Pantani nel suo passaporto durante il suo ultimo
viaggio ai caraibi)”

« Marco, perché vai così forte in salita?»
«Per abbreviare la mia agonia. »

Dieci anni senza Marco Pantani. Il racconto di Gianni Mura

Webdoc – Pantani, 10 anni dopo

Auguro a tutti, un sereno 2014

Gian